
CodexBar: limiti di token nella barra dei menu (Codex, Claude, Gemini & co.)
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Il 2026 è un anno fantastico per costruire: con Codex, Claude, Gemini (e quello che sembra un nuovo tool ogni mese) hai più potenza sulla scrivania che mai.
E allo stesso tempo è un anno incredibilmente frustrante per costruire.
Non per colpa dei modelli, ma per la realtà che ci gira attorno: limiti, token, crediti, finestre di sessione, cap settimanali e timer di reset.
Costruiamo con i modelli, ma costruiamo entro un budget.
Sto usando CodexBar da circa una settimana. In alcuni punti è ancora un po’ buggy, ma è comunque estremamente utile, soprattutto perché non cerca di essere “l’ennesima chat” e risolve invece un problema diverso:
Come faccio a tenere d’occhio quando posso ancora lavorare e quando devo tornare ad aspettare?
E sì: arrivo regolarmente ai limiti dei miei abbonamenti OpenAI, Gemini e Claude. Soprattutto durante sessioni di coding lunghe per i miei tool o progetti, succede più in fretta di quanto si pensi. E poi si aspetta finché i token (o i crediti) non si resettano.
Cos’è CodexBar?
CodexBar è una piccola app per la barra dei menu di macOS che rende visibili usage e limiti: per provider, con i tempi di reset.
Il progetto è Open Source (MIT) e gratuito.
Dietro c’è Peter Steinberger (GitHub: steipete). Se il nome ti suona familiare per l’hype di OpenClaw (ex Clawdbot/Moltbot), sì, è lo stesso sviluppatore. A metà febbraio 2026 Steinberger è entrato in OpenAI. Anche per questo il progetto è così presente in questo periodo.
E ha senso anche come storia: OpenClaw è un agent autonomo noto per bruciare enormi quantità di token (e quindi soldi) in run lunghi. A quel punto un piccolo “strumento di bordo” come CodexBar diventa molto sensato.
L’idea è semplice: invece di aprire tre dashboard (o una pagina usage a metà flow), vedi i tuoi limiti direttamente nella barra dei menu.
L’interfaccia è volutamente minimal:
- Nessuna icona nel Dock.
- Un elemento di stato per provider (o una modalità opzionale per unire le icone).
- Una piccola icona con due barre: sessione in alto, settimana in basso (dove disponibile), con countdown del reset.
E se preferisci un piccolo dashboard, CodexBar offre anche widget nativi macOS (WidgetKit) che rispecchiano la “Menu Card Snapshot” (Centro Notifiche o desktop).
Perché improvvisamente è così importante
Se mandi un prompt ogni tanto, tutto questo non conta.
Ma se costruisci davvero, cioè 2-3 ore di fila su un tema, refactor, test, indietro, riparti, allora la gestione dei limiti diventa parte della routine.
E qui sta il lato subdolo: i limiti non ti tirano fuori solo dal flow, ti distruggono il contesto.
Diventa più concreto con i numeri: se la finestra di sessione (per esempio “5 ore” su Claude) si svuota all’improvviso, o se hai quasi esaurito il cap settimanale, spesso te ne accorgi solo quando è troppo tardi.
E non è solo un tema di limiti di tempo su abbonamenti Pro. Se lavori molto con le API, il tuo limite è spesso semplicemente denaro. Bruciare 50 dollari in un pomeriggio “per sbaglio” succede più in fretta di quanto si pensi. Soprattutto dopo l’hype OpenClaw, quando molti dev a gennaio/febbraio 2026 hanno sforato i budget perché un agent è rimasto attivo tutta la notte senza supervisione.
Sei nel mezzo, l’architettura è in testa, i test girano, ti serve un’ultima soluzione pulita. E poi:
Limite raggiunto.
CodexBar non cambia questo. Non ti regala token. Ma ti dà ciò che conta in quel momento: prevedibilità.
- Conviene fare un altro run ora, o è meglio aspettare 10 minuti?
- La sessione è vuota, ma il weekly è ancora disponibile?
- Quale provider è utilizzabile adesso se sono flessibile?
La barra dei menu è ottima per questo. Ma se ti servono limiti (o costi) direttamente nel terminale, ad esempio per script o CI/CD?
Il CLI integrato (per power user)
CodexBar non è solo una menu bar app. Include anche un CLI, per interrogare limiti e costi dal terminale (utile per script o CI/CD):
codexbar status
codexbar cost --provider claude
Quali provider sono supportati?
All’inizio il focus era soprattutto su Codex e Claude, ma oggi CodexBar supporta molto di più. A seconda del provider, i limiti vengono letti tramite CLI locali, OAuth o (opzionalmente) cookie del browser.
Tra i provider supportati:
- Codex
- Claude Code
- Gemini
- Cursor
- GitHub Copilot
- Antigravity
- Droid (Factory)
- e altri (a seconda di versione/setup)

Importante: non devi attivare tutto. Anzi, funziona meglio se abiliti solo i provider che usi davvero.
Privacy e permessi (da prendere sul serio)
Quando leggi “menu bar app che legge il mio usage”, è normale che scattino campanelli d’allarme.
CodexBar cerca di gestirlo in modo pulito:
- Di default il parsing avviene on-device.
- Non salva password.
- Per alcuni provider può riutilizzare cookie del browser (opt-in) per arricchire le informazioni dei dashboard.
- Se i cookie mancano o non vuoi usarli, fa fallback (a seconda del provider) su fonti CLI.
Su macOS è importante capire anche perché compaiono certi prompt (Full Disk Access, Keychain, Files & Folders). Non è automaticamente “sospetto”, ma va deciso consapevolmente. Ideale dare un’occhiata a documentazione e issue tracker.
In particolare, Full Disk Access spaventa spesso. Il motivo di solito è semplice: CodexBar ne ha bisogno solo se abiliti l’integrazione cookie (opt-in), per leggere i database cookie locali di Safari/Chrome. Molti dashboard (ad esempio Claude Web) non offrono un’usage API ufficiale. Se ti sembra troppo sensibile, evita i cookie e resta su CLI/OAuth.
Simile per Keychain: i prompt arrivano spesso perché CodexBar ha bisogno di secret locali, per esempio per decifrare cookie Chrome tramite “Chrome Safe Storage” o leggere credenziali OAuth/CLI (a seconda del provider).
Installazione (breve e pratica)
CodexBar gira su macOS 14+.
Se non usi Homebrew, puoi installarlo in modo classico come .dmg dal sito o dalle GitHub releases. Con Homebrew:
brew install --cask codexbar
Dopo il primo avvio:
- Apri Settings
- Attiva i provider che usi
- Se necessario: installa e fai login nelle CLI, oppure configura l’integrazione cookie
FAQ
CodexBar è gratuito?
Sono su Windows. Esiste un'alternativa?
Perché CodexBar richiede Full Disk Access?
Perché macOS chiede spesso accesso al Keychain?
Ci sono widget?
Posso usare CodexBar dal terminale?
codexbar status o codexbar cost --provider claude.La mia esperienza dopo una settimana (bug inclusi)
Cose che mi piacciono:
- Hai un instrument cluster per i tuoi tool AI.
- Vedi i reset subito, senza cambiare contesto.
- Riduce quei momenti inutili del tipo “aspetto o posso ancora fare qualcosa?”.
Cose non ancora perfette per me:
- A volte i valori restano stale per un attimo, o un provider fa i capricci.
- A seconda del setup, cookie e permessi su macOS possono essere un piccolo campo minato (non per CodexBar, ma per macOS).
Detto questo, il valore è enorme. Soprattutto se, come me, sbatti contro i limiti spesso.
Conclusione
CodexBar non è “l’ennesimo client AI”. È una piccola utility per una realtà moderna: costruiamo con i modelli, ma costruiamo entro un budget.
Se non raggiungi mai i limiti, non ti serve. Ma se fai spesso sessioni lunghe e usi più provider in parallelo, CodexBar diventa rapidamente uno di quei tool a cui non vuoi rinunciare.
Fonti e link
Alla prossima, Joe


