CodexBar: limiti di token nella barra dei menu (Codex, Claude, Gemini & co.)

CodexBar: limiti di token nella barra dei menu (Codex, Claude, Gemini & co.)

7 min read
Apps Apple Ai

Il 2026 è un anno fantastico per costruire: con Codex, Claude, Gemini (e quello che sembra un nuovo tool ogni mese) hai più potenza sulla scrivania che mai.

E allo stesso tempo è un anno incredibilmente frustrante per costruire.

Non per colpa dei modelli, ma per la realtà che ci gira attorno: limiti, token, crediti, finestre di sessione, cap settimanali e timer di reset.

Costruiamo con i modelli, ma costruiamo entro un budget.

Sto usando CodexBar da circa una settimana. In alcuni punti è ancora un po’ buggy, ma è comunque estremamente utile, soprattutto perché non cerca di essere “l’ennesima chat” e risolve invece un problema diverso:

Come faccio a tenere d’occhio quando posso ancora lavorare e quando devo tornare ad aspettare?

E sì: arrivo regolarmente ai limiti dei miei abbonamenti OpenAI, Gemini e Claude. Soprattutto durante sessioni di coding lunghe per i miei tool o progetti, succede più in fretta di quanto si pensi. E poi si aspetta finché i token (o i crediti) non si resettano.

Cos’è CodexBar?

CodexBar è una piccola app per la barra dei menu di macOS che rende visibili usage e limiti: per provider, con i tempi di reset.

Il progetto è Open Source (MIT) e gratuito.

Dietro c’è Peter Steinberger (GitHub: steipete). Se il nome ti suona familiare per l’hype di OpenClaw (ex Clawdbot/Moltbot), sì, è lo stesso sviluppatore. A metà febbraio 2026 Steinberger è entrato in OpenAI. Anche per questo il progetto è così presente in questo periodo.

E ha senso anche come storia: OpenClaw è un agent autonomo noto per bruciare enormi quantità di token (e quindi soldi) in run lunghi. A quel punto un piccolo “strumento di bordo” come CodexBar diventa molto sensato.

L’idea è semplice: invece di aprire tre dashboard (o una pagina usage a metà flow), vedi i tuoi limiti direttamente nella barra dei menu.

L’interfaccia è volutamente minimal:

  • Nessuna icona nel Dock.
  • Un elemento di stato per provider (o una modalità opzionale per unire le icone).
  • Una piccola icona con due barre: sessione in alto, settimana in basso (dove disponibile), con countdown del reset.

E se preferisci un piccolo dashboard, CodexBar offre anche widget nativi macOS (WidgetKit) che rispecchiano la “Menu Card Snapshot” (Centro Notifiche o desktop).

Perché improvvisamente è così importante

Se mandi un prompt ogni tanto, tutto questo non conta.

Ma se costruisci davvero, cioè 2-3 ore di fila su un tema, refactor, test, indietro, riparti, allora la gestione dei limiti diventa parte della routine.

E qui sta il lato subdolo: i limiti non ti tirano fuori solo dal flow, ti distruggono il contesto.

Diventa più concreto con i numeri: se la finestra di sessione (per esempio “5 ore” su Claude) si svuota all’improvviso, o se hai quasi esaurito il cap settimanale, spesso te ne accorgi solo quando è troppo tardi.

E non è solo un tema di limiti di tempo su abbonamenti Pro. Se lavori molto con le API, il tuo limite è spesso semplicemente denaro. Bruciare 50 dollari in un pomeriggio “per sbaglio” succede più in fretta di quanto si pensi. Soprattutto dopo l’hype OpenClaw, quando molti dev a gennaio/febbraio 2026 hanno sforato i budget perché un agent è rimasto attivo tutta la notte senza supervisione.

Sei nel mezzo, l’architettura è in testa, i test girano, ti serve un’ultima soluzione pulita. E poi:

Limite raggiunto.

CodexBar non cambia questo. Non ti regala token. Ma ti dà ciò che conta in quel momento: prevedibilità.

  • Conviene fare un altro run ora, o è meglio aspettare 10 minuti?
  • La sessione è vuota, ma il weekly è ancora disponibile?
  • Quale provider è utilizzabile adesso se sono flessibile?

La barra dei menu è ottima per questo. Ma se ti servono limiti (o costi) direttamente nel terminale, ad esempio per script o CI/CD?

Il CLI integrato (per power user)

CodexBar non è solo una menu bar app. Include anche un CLI, per interrogare limiti e costi dal terminale (utile per script o CI/CD):

codexbar status
codexbar cost --provider claude

Quali provider sono supportati?

All’inizio il focus era soprattutto su Codex e Claude, ma oggi CodexBar supporta molto di più. A seconda del provider, i limiti vengono letti tramite CLI locali, OAuth o (opzionalmente) cookie del browser.

Tra i provider supportati:

  • Codex
  • Claude Code
  • Gemini
  • Cursor
  • GitHub Copilot
  • Antigravity
  • Droid (Factory)
  • e altri (a seconda di versione/setup)
Impostazioni provider di CodexBar su macOS
Impostazioni provider di CodexBar

Importante: non devi attivare tutto. Anzi, funziona meglio se abiliti solo i provider che usi davvero.

Privacy e permessi (da prendere sul serio)

Quando leggi “menu bar app che legge il mio usage”, è normale che scattino campanelli d’allarme.

CodexBar cerca di gestirlo in modo pulito:

  • Di default il parsing avviene on-device.
  • Non salva password.
  • Per alcuni provider può riutilizzare cookie del browser (opt-in) per arricchire le informazioni dei dashboard.
  • Se i cookie mancano o non vuoi usarli, fa fallback (a seconda del provider) su fonti CLI.

Su macOS è importante capire anche perché compaiono certi prompt (Full Disk Access, Keychain, Files & Folders). Non è automaticamente “sospetto”, ma va deciso consapevolmente. Ideale dare un’occhiata a documentazione e issue tracker.

In particolare, Full Disk Access spaventa spesso. Il motivo di solito è semplice: CodexBar ne ha bisogno solo se abiliti l’integrazione cookie (opt-in), per leggere i database cookie locali di Safari/Chrome. Molti dashboard (ad esempio Claude Web) non offrono un’usage API ufficiale. Se ti sembra troppo sensibile, evita i cookie e resta su CLI/OAuth.

Simile per Keychain: i prompt arrivano spesso perché CodexBar ha bisogno di secret locali, per esempio per decifrare cookie Chrome tramite “Chrome Safe Storage” o leggere credenziali OAuth/CLI (a seconda del provider).

Installazione (breve e pratica)

CodexBar gira su macOS 14+.

Se non usi Homebrew, puoi installarlo in modo classico come .dmg dal sito o dalle GitHub releases. Con Homebrew:

brew install --cask codexbar

Dopo il primo avvio:

  1. Apri Settings
  2. Attiva i provider che usi
  3. Se necessario: installa e fai login nelle CLI, oppure configura l’integrazione cookie

FAQ

CodexBar è gratuito?
Sì. CodexBar è Open Source (licenza MIT) e gratuito.
Sono su Windows. Esiste un'alternativa?
Sì: su GitHub trovi Win-CodexBar, un port non ufficiale in Rust che copre questo bisogno.
Perché CodexBar richiede Full Disk Access?
Solo se abiliti l’integrazione cookie (opt-in). In quel caso legge i database cookie locali di Safari/Chrome, perché molti dashboard non hanno un’usage API ufficiale. Se è troppo sensibile, evita i cookie e resta su CLI/OAuth.
Perché macOS chiede spesso accesso al Keychain?
Di solito succede quando servono secret locali, per esempio per decifrare cookie Chrome tramite “Chrome Safe Storage” o leggere credenziali OAuth/CLI. Se i prompt danno fastidio, disattiva i cookie o spegni singoli provider.
Ci sono widget?
Sì. CodexBar offre widget macOS nativi (WidgetKit) che rispecchiano la “Menu Card Snapshot”. Puoi aggiungerli dalla galleria widget (Centro Notifiche o desktop).
Posso usare CodexBar dal terminale?
Sì. Il CLI integrato è comodo per script o CI/CD, ad esempio codexbar status o codexbar cost --provider claude.

La mia esperienza dopo una settimana (bug inclusi)

Cose che mi piacciono:

  • Hai un instrument cluster per i tuoi tool AI.
  • Vedi i reset subito, senza cambiare contesto.
  • Riduce quei momenti inutili del tipo “aspetto o posso ancora fare qualcosa?”.

Cose non ancora perfette per me:

  • A volte i valori restano stale per un attimo, o un provider fa i capricci.
  • A seconda del setup, cookie e permessi su macOS possono essere un piccolo campo minato (non per CodexBar, ma per macOS).

Detto questo, il valore è enorme. Soprattutto se, come me, sbatti contro i limiti spesso.

Conclusione

CodexBar non è “l’ennesimo client AI”. È una piccola utility per una realtà moderna: costruiamo con i modelli, ma costruiamo entro un budget.

Se non raggiungi mai i limiti, non ti serve. Ma se fai spesso sessioni lunghe e usi più provider in parallelo, CodexBar diventa rapidamente uno di quei tool a cui non vuoi rinunciare.

Alla prossima, Joe

© 2026 trueNetLab